Le origini del nome Slackware
Qualche tempo fa si e' discusso sul
forum di Slacky.eu su quali fossero le origini del nome "Slackware" ed ho notato, con mia sorpresa, che molti utenti, alcuni anche di lunga data, non sanno da cosa deriva il nome della nostra amata distribuzione Linux.
Detto questo, dato che credo che le origini del nome rispecchino in una certa misura lo spirito originale di
Linux e di
Slackware stessa, ho pensato di fare questo breve post riassuntivo, giusto a titolo informativo.
Credo anche che le origini del nome della nostra distro siano quantomeno particolari, divertenti e rispecchino il taglio personale che
Patrick Volkerding ha sempre voluto dare alla sua creatura.
Quindi su, andate a prendere una bella tazza di senso dell'umorismo ed iniziamo :)
1) PERCHE SLACKWARE?
Quotando da Wikipedia Italia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Slackware
"
Slackware e' una distribuzione GNU/Linux tra le piu' longeve. Fu creata da Patrick Volkerding, allora studente, che utilizzo' come base la distribuzione SLS, e venne pubblicata per la prima volta il 16 luglio 1993 sul newsgroup comp.os.linux.
Il nome "Slackware" deriva dal termine "Slack", come definita dalla Church of the SubGenius"
Quotando da Wikipedia English:
http://en.wikipedia.org/wiki/Slackware
"
The name "Slackware" stems from the fact that the distribution started as a private side project with no intended commitment. To prevent it from being taken too seriously at first, Volkerding gave it a humorous name, which stuck even after Slackware became a serious project.
The "Slack" in Slackware is a reference to the term "Slack" as used by the Church of the SubGenius."
(Continua)
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[punk e oi!
, nerd-core
, interviste
]
12 Febbraio, 2008 20:00
Intervista a puNk4free.org su Casa Perno e Zora n. 10 (Vers. Integrale)
Non ci crederete, ma a qualcuno e' venuto in mente d'intervistare noi di
puNk4free, e nella fattispecie
me e Yunior.
E' stata un'idea del buon
Perno, della fanzine
Casa Perno E Zora, nel suo numero 10, che e' gia' esaurito (quindi e' troppo tardi per comprarlo).
Per motivi di spazio, sulla fanzine alcune domande meno interessanti sono state segate, mentre io vi propongo la versione completa.
Ovviamente non m'illudo che a qualcuno possa interessare cio' che pensiamo noi di
puNk4free, pero' se avete un po' di tempo da perdere o siete curiosi buttateci un occhio.
Ringraziamo
Perno per la disponibilita' e per la possibilita' che ci ha offerto. Bella Perno, complimenti per i 10 numeri della fanza!
Perno - 01 - Qualche anno fa, grazie al boom dell'Adsl, c'e' stato un ampio cambio generazionale di webzine tra cui la vostra. Cosa vi ha spinto a crearla? La facilita' nel metterla su o perche' sentivate un enorme bisogno di raccontare l'ambiente? Ma soprattutto, secondo voi a che servono queste moderne webzine?
sberla54 - Mi permetto di fare per un attimo il politicante di turno e sviare la tua domanda rispondendo con un appunto personale che non centra niente. E' da tanto che portiamo avanti punk4free, ci ho speso piu' tempo e piu' fatica di qualunque altra cosa io abbia mai fatto. Ci sono tantissime domande che ho sempre pensato mi sarebbe piaciuto sentirmi porre, relative non so bene neanch'io a cosa, ad esempio a perche' ho scritto una frase piuttosto che un'altra, o a perche' ritengo importanti determinati argomenti e continuo a proporli, a come e quando e' nato tutto questo e quando credo morira'. Tanto per dirne alcune. Invece nessuno mi chiede un cazzo.
A nessuno fotte sega.
Comunque cazzi miei.
Rispondendoti, ammetto candidamente, come ho gia' raccontato ad altri, che l'idea del sito venne prima di tutto ad un nostro amico, Swingin82, che inizio' a lavorare alle prime versioni, per poi completare quella attuale, che successivamente ho modificato, aggiornato e sistemato.
Io avevo, invece, creato da tempo, assieme al mio amico Feeble, una chat IRC sulla quale ci incontravamo e ci passavamo gli album, ed alla quale sinceramente devo molto. Non fosse per lei e per quelli che la abitavano starei ancora a considerare i Moravagine il top del punk italiano (senza offesa).
L'idea del sito, comunque, l'avevamo tutti, ma non era cosi' semplice.
Lo ripeto spesso: siamo nati un po' per caso. Non e' certo granche' nobile, ma e' meglio di niente.
Non avevo un grosso "ambiente" da raccontare; punk4free mi ha cresciuto anche in questo senso, o forse siamo cresciuti assieme.
(Continua)
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[nerd-core
, film
, cyberpunk
]
06 Gennaio, 2008 15:18
Johnny Mnemonic [1995] [Robert Longo]
Johnny Mnemonic [1995]
Regia di Robert Longo
Johnny Mnemonic e' uno dei piu' famosi film
Cyberpunk usciti nelle sale, ispirato all'omonimo racconto di
William Gibson, contenuto nel libro "
La Notte Che Bruciammo Chrome".
Il protagonista, Johnny, un giovane
Keanu Reeves pre-
matrix, e' un corriere mnemonico che vive in un 2010 disastroso, nel quale la terra e' devastata da un virus, la NAS, sindrome da attenuazione del sistema nervoso o "tremore nero", di natura ignota, che ha infettato meta' della popolazione mondiale e non sembra avere cura. Johnny ha cancellato parte dei propri ricordi per fare spazio ad un impianto neurale da 160 gigabyte, nel quale i suoi clienti caricano e scaricano dati riservati e criptati, che lui dovra' portare all'acquirente di turno. Il tutto, ovviamente, nella totale illegalita'.
Il film racconta l'ultima corsa di Johnny, che si ritrova in testa, suo malgrado, 320 gigabyte di dati provenienti dalla Pharmacom, la piu' grande multinazionale del farmaco del futuro, che basa gran parte del suo ricavato sulle cure per attenuare i sintomi della NAS. Nel suo viaggio da Pechino a Newark dovra' scappare dalla
Yakuza, ingaggiata dalla Pharmacom per recuperare la sua testa, dai migliori killer potenziati della Pharmacom stessa, nonche' dal tempo, considerando che l'eccessiva mole di dati che ha memorizzato promette di fargli scoppiare il cervello nel giro di 24 ore ed il caro Johnny non ha la chiave per decriptarli e scaricarseli fuori dal cranio.
Ad accompagnarlo e proteggerlo ci sara' Jane, una giovane ed affascinante cyborg, affetta da NAS. Jane fara' conoscere a Johnny i Loteks, la resistenza anti-capitalista: hackers, ladri di dati, che vivono ai margini della societa', in ruderi iper-tecnologici ricavati nel cuore delle vecchie grandi citta', dai quali trasmettono clandestinamente informazioni e programmi televisivi.
(Continua)
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Nerd Power - Stefano Priarone
Stefano Priarone - Nerd Power
(C'e' uno sfigato in tutti noi e sta raschiando per uscire)
Edizioni Tunue', 4,90 Euro.
Questo
Nerd Power e' squisito: un mini-libro tascabile (appena 80 pagine), colorato e piacevole, che segue l'evoluzione del
nerd dalla sua nascita, una 30ina d'anni fa, fino al periodo di transazione che sta attraversando ai giorni nostri. Non piu'
lo sfigato irrecuperabile del college che vedevamo nei B-Movies americani ma una figura rispettabile, con un suo contesto autonomo, creatore del suo mondo ed abitante delle sue fantasie.
A tratti addirittura un
rivoluzionario.
Tradizione vuole, se ve lo steste chiedendo, che la terminologia nasca dall'acronimo di "Northern Electric Research and Development", da cui appunto la sigla
N.E.R.D., stampata sui
pocket protector degli impiegati della suddetta azienda; l'oggetto simbolo dello sfigato per antonomasia, il proteggi-taschino per le penne a sfera!
Un'altra delle teorie citate nel libro vede il termine "nerd" come una storpiatura di "knurd", l'inverso di "drunk", una parola solitamente usata per indicare chi non beve alle feste e non e' a suo agio nelle situazioni sociali.
Ai giorni nostri i nerd non sono piu' bestie uniche e rare ma si vedono affiancati da
"creature simili", quali i
geek (versioni attenuate dei primi, piu' "cool" e meno divorati dal proprio mondo, spesso associati unicamente a passioni informatiche), gli
otaku (un po' la versione giapponese dei nerd, grossi fanatici di manga ed anime) e gli immancabili
trekker (i fanatici di Star Trek, da loro venerato come una religione, con i propri canoni e le proprie sincere speranze di un mondo migliore), e possono a loro volta essere qualificati in una moltitudine di sotto-categorie, spesso compenetranti.
Nerd Power dedica un intero capitolo al "bestiario", oltre a riprendere piu' volte la questione, tentando di dar vita al quadro piu' variegato possibile.
(Continua)
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