Daniele Giacomini - Appunti Di Informatica Libera
Daniele Giacomini - Appunti Di Informatica Libera
Appunti ordinati per il principiante che si avvicina al software libero.
Questi "
Appunti Di Informatica Libera" sono semplicemente una bibbia per chiunque si stia avvicinando a
Linux ed al
software libero: rappresentano un'opera mitica, unica e quasi mitologica, un capolavoro di stile
nerd e
geek in ogni sua parte; basti guardare l'interfaccia scarna ed
accessibile, nel rispetto della filosofia
KISS (
Keep It Simple, Stupid!), senza dimenticare la possibilita' di leggere il documento da tre o quattro mirrors differenti, di scaricarlo in pdf (sempre da diverse fonti) ed addirittura di crearsi una propria copia locale, costantemente sincronizzata grazie a
rsync.
Scritti interamente da
Daniele Giacomini (sei un
ub3r 1337 ragazzo mio!), sono composti da piu' di 40 capitoli che spaziano dalla solita teoria generale sul software
open source alle guide pratiche e ben documentate per svolgere le operazioni piu' comuni, come il settaggio dell'interfaccia grafica, l'installazione di una
distribuzione, la scelta dei programmi piu' diffusi, la stampa, la produttivita' da ufficio, l'ottimizzazione della multimedialita' audio e video e l'utilizzo del
browser internet o del
client di posta elettronica.
(Continua)
Marcello Missiroli - Linux Da Zero 3.3.1
Marcello Missiroli - Linux Da Zero 3.3.1
Un manuale di Linux per chi odia le linee di comando.
Se siete su questo sito vuol dire che, in qualche modo, siete fruitori d'
informatica e quindi potreste fare delle scelte politiche e tecniche anche in questo campo. Quantomeno, potreste darvi un'occhiata in giro per vedere quali sono e cosa offrono le alternative a
Microsoft Windows e scegliere di utilizzare un altro
sistema proprietario come
Apple Mac OS X o di passare al
software libero con una
distribuzione Linux.
Senza entrare troppo nei dettagli del perche' io preferisca quest'ultima opzione (potete approfondire alla pagina di Wikipedia sul
free software, sull'
open source e su
Linux), vi propongo un
ebook liberamente scaricabile, rilasciato sotto licenza
copyleft Creative Commons:
Linux Da Zero di
Marcello Missiroli (nell'ultima versione, 3.3.1, datata settembre 2005).
Vi dico subito che quand'ho iniziato io ad usare
Linux, piu' o meno sei anni fa, con la
distribuzione Slackware 9.1, le cose erano abbastanza complicate ed ho dovuto studiare e bestemmiare dietro al mio PC per parecchio tempo, prima di far funzionare tutto come volevo. Al giorno d'oggi, pero', le cose sono molto cambiate ed e' diventato tutto di una facilita' disarmante, soprattutto grazie alle versioni piu' commerciali e semplificate, come
Ubuntu (e sua sorella
Kubuntu),
Fedora,
OpenSuse,
Linux Mint o l'italiana
Sabayon.
(Continua)
Wired Italia
Wired Italia
Storie, idee e persone che cambiano il mondo.
http://www.wired.it/
Categoria: Riviste, Tecnologia, Innovazione, Arte, Scienza, Media, Cyberpunk.
Questo
Wired Italia Magazine sa di nuovo e di futuro e si propone di diventare la voce e lo specchio di una generazione speciale, quella a meta' fra il boom della
rete, i
videogames, l'invasione a tutto campo dei
media, il successo delle ultime, incredibili, tecnologie (come
YouTube e tutti gli altri
social network) e la scienza vecchio stampo, quella illuminata dal genio e dalla pazzia; un insieme di individui sporcati da una miriade di sottoculture, fulminati dal lume della conoscenza e talmente ricchi di sfaccettature da renderne difficile un qualsiasi inquadramento.
E' a tutta questa gente, spesso ignorata dal mainstream, che si rivolge l'edizione italiana del famosissimo e splendido
Wired americano, da sempre rinomato come
"la bibbia di Internet", seppur si spinga ben oltre.
(Continua)
VIRB
VIRB
Virb is your social network, your photography portfolio and your band's website.
http://www.virb.com/
Categoria: Social Network, Home Page, Blog, Community.
Vi abbiamo detto che dovete
boicottare MySpace, perche' e' di
Rupert Murdoch? Ci avete dato retta?
No. Bene, allora oggi vi propongo un'alternativa pratica, del tutto equivalente ma di proprieta' dei ragazzi di
Pure Volume, due studenti della
Universita' di Amherst, Massachusetts.
Per farla breve,
Virb e' meglio di
MySpace.
Ha soltanto molti meno iscritti...e' il suo unico difetto...
E'
semplicissimo da usare perche' ha una serie di
profili per la pagina che la configurano diversamente, a seconda di cosa voi siate: una band, un designer, un fotografo, uno scrittore o un semplice utente che vuole una paginetta per pubblicarci quattro boiate.
Il
lettore mp3 interno vi permette di caricare non so quante canzoni (parecchie), da far ascoltare e scaricare ai visitatori, con una grafica agile e ben fatta. Con un paio di click, potete creare degli
album di foto davvero belli da vedere, e potrete visualizzarli in home page in un sacco di modi diversi, dalle piccole anteprime alla galleria a tutto schermo. Ovviamente c'e' anche la possibilita' di caricare dei
video, che poi finiscono ordinati in una loro sezione, e quella d'inserire delle
note e degli articoli.
(Continua)
Ippolita - Luci E Ombre Di Google
Ippolita - Luci E Ombre Di Google
Futuro e Passato dell'Industria dei Metadati
Il collettivo
Ippolita ha scritto un libro interessante, anche se non completamente riuscito, sui retroscena di
Google, intesa come la piu' grande azienda d'informazioni al mondo.
Questo "
Luci E Ombre Di Google" (titolo originale, molto piu'
geek, "The Dark Side Of Google"), liberamente scaricabile poiche' rilasciato sotto licenza
Creative Commons, cerca di mettere in mostra cio' che si nasconde dietro a quello che e' sempre sembrato un "gigante buono", una magia tecnologica indispensabile, neutrale e democratica. A braccetto con
BigG vanno, infatti, lo spettro del monopolio informativo e pubblicitario mondiale, la paura di una costante e sempre maggiore invasione della privacy, l'immenso potere di censura intrinseco nel meccanismo stesso del motore di ricerca, oltre che una velata preoccupazione per l'omologazione delle opinioni che l'importanza del
PageRank rischia di causare.
Proprio attorno al
PageRank ruota una bella fetta del libro, che s'impegna a spiegare come questa "votazione democratica" (come ce la vogliono dipingere) ha in realta' alcune incongruenze di base che non la rendono, forse, lo strumento migliore per decretare la popolarita' (e quindi il potere) ogni sito web del mondo; un discorso che interessera' sicuramente gli addetti ai lavori ma che puo' dare da pensare anche all'uomo della strada, solitamente all'oscuro di certi meccanismi della rete.
(Continua)
Le origini del nome Slackware
Qualche tempo fa si e' discusso sul
forum di Slacky.eu su quali fossero le origini del nome "Slackware" ed ho notato, con mia sorpresa, che molti utenti, alcuni anche di lunga data, non sanno da cosa deriva il nome della nostra amata distribuzione Linux.
Detto questo, dato che credo che le origini del nome rispecchino in una certa misura lo spirito originale di
Linux e di
Slackware stessa, ho pensato di fare questo breve post riassuntivo, giusto a titolo informativo.
Credo anche che le origini del nome della nostra distro siano quantomeno particolari, divertenti e rispecchino il taglio personale che
Patrick Volkerding ha sempre voluto dare alla sua creatura.
Quindi su, andate a prendere una bella tazza di senso dell'umorismo ed iniziamo :)
1) PERCHE SLACKWARE?
Quotando da Wikipedia Italia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Slackware
"
Slackware e' una distribuzione GNU/Linux tra le piu' longeve. Fu creata da Patrick Volkerding, allora studente, che utilizzo' come base la distribuzione SLS, e venne pubblicata per la prima volta il 16 luglio 1993 sul newsgroup comp.os.linux.
Il nome "Slackware" deriva dal termine "Slack", come definita dalla Church of the SubGenius"
Quotando da Wikipedia English:
http://en.wikipedia.org/wiki/Slackware
"
The name "Slackware" stems from the fact that the distribution started as a private side project with no intended commitment. To prevent it from being taken too seriously at first, Volkerding gave it a humorous name, which stuck even after Slackware became a serious project.
The "Slack" in Slackware is a reference to the term "Slack" as used by the Church of the SubGenius."
(Continua)
[punk e oi!
, nerd-core
, interviste
]
12 Febbraio, 2008 20:00
Intervista a puNk4free.org su Casa Perno e Zora n. 10 (Vers. Integrale)
Non ci crederete, ma a qualcuno e' venuto in mente d'intervistare noi di
puNk4free, e nella fattispecie
me e Yunior.
E' stata un'idea del buon
Perno, della fanzine
Casa Perno E Zora, nel suo numero 10, che e' gia' esaurito (quindi e' troppo tardi per comprarlo).
Per motivi di spazio, sulla fanzine alcune domande meno interessanti sono state segate, mentre io vi propongo la versione completa.
Ovviamente non m'illudo che a qualcuno possa interessare cio' che pensiamo noi di
puNk4free, pero' se avete un po' di tempo da perdere o siete curiosi buttateci un occhio.
Ringraziamo
Perno per la disponibilita' e per la possibilita' che ci ha offerto. Bella Perno, complimenti per i 10 numeri della fanza!
Perno - 01 - Qualche anno fa, grazie al boom dell'Adsl, c'e' stato un ampio cambio generazionale di webzine tra cui la vostra. Cosa vi ha spinto a crearla? La facilita' nel metterla su o perche' sentivate un enorme bisogno di raccontare l'ambiente? Ma soprattutto, secondo voi a che servono queste moderne webzine?
sberla54 - Mi permetto di fare per un attimo il politicante di turno e sviare la tua domanda rispondendo con un appunto personale che non centra niente. E' da tanto che portiamo avanti punk4free, ci ho speso piu' tempo e piu' fatica di qualunque altra cosa io abbia mai fatto. Ci sono tantissime domande che ho sempre pensato mi sarebbe piaciuto sentirmi porre, relative non so bene neanch'io a cosa, ad esempio a perche' ho scritto una frase piuttosto che un'altra, o a perche' ritengo importanti determinati argomenti e continuo a proporli, a come e quando e' nato tutto questo e quando credo morira'. Tanto per dirne alcune. Invece nessuno mi chiede un cazzo.
A nessuno fotte sega.
Comunque cazzi miei.
Rispondendoti, ammetto candidamente, come ho gia' raccontato ad altri, che l'idea del sito venne prima di tutto ad un nostro amico, Swingin82, che inizio' a lavorare alle prime versioni, per poi completare quella attuale, che successivamente ho modificato, aggiornato e sistemato.
Io avevo, invece, creato da tempo, assieme al mio amico Feeble, una chat IRC sulla quale ci incontravamo e ci passavamo gli album, ed alla quale sinceramente devo molto. Non fosse per lei e per quelli che la abitavano starei ancora a considerare i Moravagine il top del punk italiano (senza offesa).
L'idea del sito, comunque, l'avevamo tutti, ma non era cosi' semplice.
Lo ripeto spesso: siamo nati un po' per caso. Non e' certo granche' nobile, ma e' meglio di niente.
Non avevo un grosso "ambiente" da raccontare; punk4free mi ha cresciuto anche in questo senso, o forse siamo cresciuti assieme.
(Continua)
[nerd-core
, film
, cyberpunk
]
06 Gennaio, 2008 15:18
Johnny Mnemonic [1995] [Robert Longo]
Johnny Mnemonic [1995]
Regia di Robert Longo
Johnny Mnemonic e' uno dei piu' famosi film
Cyberpunk usciti nelle sale, ispirato all'omonimo racconto di
William Gibson, contenuto nel libro "
La Notte Che Bruciammo Chrome".
Il protagonista, Johnny, un giovane
Keanu Reeves pre-
matrix, e' un corriere mnemonico che vive in un 2010 disastroso, nel quale la terra e' devastata da un virus, la NAS, sindrome da attenuazione del sistema nervoso o "tremore nero", di natura ignota, che ha infettato meta' della popolazione mondiale e non sembra avere cura. Johnny ha cancellato parte dei propri ricordi per fare spazio ad un impianto neurale da 160 gigabyte, nel quale i suoi clienti caricano e scaricano dati riservati e criptati, che lui dovra' portare all'acquirente di turno. Il tutto, ovviamente, nella totale illegalita'.
Il film racconta l'ultima corsa di Johnny, che si ritrova in testa, suo malgrado, 320 gigabyte di dati provenienti dalla Pharmacom, la piu' grande multinazionale del farmaco del futuro, che basa gran parte del suo ricavato sulle cure per attenuare i sintomi della NAS. Nel suo viaggio da Pechino a Newark dovra' scappare dalla
Yakuza, ingaggiata dalla Pharmacom per recuperare la sua testa, dai migliori killer potenziati della Pharmacom stessa, nonche' dal tempo, considerando che l'eccessiva mole di dati che ha memorizzato promette di fargli scoppiare il cervello nel giro di 24 ore ed il caro Johnny non ha la chiave per decriptarli e scaricarseli fuori dal cranio.
Ad accompagnarlo e proteggerlo ci sara' Jane, una giovane ed affascinante cyborg, affetta da NAS. Jane fara' conoscere a Johnny i Loteks, la resistenza anti-capitalista: hackers, ladri di dati, che vivono ai margini della societa', in ruderi iper-tecnologici ricavati nel cuore delle vecchie grandi citta', dai quali trasmettono clandestinamente informazioni e programmi televisivi.
(Continua)
Sergio Maistrello - La Parte Abitata Della Rete
Sergio Maistrello - La Parte Abitata Della Rete
Tecniche Nuove, 14,90 Euro.
Mi piacciono questi nuovi libri di social-informatica che ti mettono nel bel mezzo di una rivoluzione e ti dipingono come un pioniere. Mi piacciono proprio. Mi fanno sentire parte di un qualcosa di bello. Parte del futuro.
"La Parte Abitata Della Rete" di
Sergio Maistrello parla fondamentalmente di una cosa: di persone. Per farlo passa attraverso cio' che viene boriosamente chiamato
Web 2.0, ovvero blog su blog, social bookmarking, sharing dei contenuti, feed rss, wiki e social networking. Tutti quei servizi (come
YouTube,
Del.icio.us,
Orkut,
Myspace,
Last.FM,
Wikipedia,
Facebox,
Flickr,
Debaser,
Linkedin) che sarebbero vuoti ed inutili senza una comunita' attiva di utenti che li riempia coi propri pensieri, le proprie opere ed i propri gusti, invertendo cosi' la polarita' dei media tradizionali e passando da semplice audience a
"parlance ed assai spesso discutence".
Maistrello e' riuscito a creare una guida turistica del nuovo web, diretta verso chi della rete e dei computer sa e vuole continuare a sapere poco o nulla, perche' proprio questi sono i nuovi cittadini del web, finalmente messi in condizione di condividere se stessi col mondo intero.
Parliamoci chiaro: a detta del libro sono i blog ad emergere come strumenti piu' nobili e potenzialmente rivoluzionari. Ma a me come a molti altri "addetti ai lavori" i blog ed il "fenomeno blog" hanno sempre fatto schifo. Questo libro pero' mi ha fatto cambiare idea: se c'e' dello schifo nei blog e' perche' c'e' dello schifo nella gente ma lo strumento in se' ha effettivamente la possibilita' di rinnovare il vecchio mondo dei media e del giornalismo, creando una nuova opinione pubblica ed una nuova collaborazione, tutta dal basso. Un nuovo potere, ridistribuito tra chi decide di esercitarlo.
(Continua)
Stefano Priarone - Nerd Power
Stefano Priarone - Nerd Power
C'e' uno sfigato in tutti noi e sta raschiando per uscire.
Edizioni Tunue', 4,90 Euro.
Questo
Nerd Power e' squisito: un mini-libro tascabile (appena 80 pagine), colorato e piacevole, che segue l'evoluzione del
nerd dalla sua nascita, una 30ina d'anni fa, fino al periodo di transazione che sta attraversando ai giorni nostri. Non piu'
lo sfigato irrecuperabile del college che vedevamo nei B-Movies americani ma una figura rispettabile, con un suo contesto autonomo, creatore del suo mondo ed abitante delle sue fantasie.
A tratti addirittura un
rivoluzionario.
Tradizione vuole, se ve lo steste chiedendo, che la terminologia nasca dall'acronimo di "Northern Electric Research and Development", da cui appunto la sigla
N.E.R.D., stampata sui
pocket protector degli impiegati della suddetta azienda; l'oggetto simbolo dello sfigato per antonomasia, il proteggi-taschino per le penne a sfera!
Un'altra delle teorie citate nel libro vede il termine "nerd" come una storpiatura di "knurd", l'inverso di "drunk", una parola solitamente usata per indicare chi non beve alle feste e non e' a suo agio nelle situazioni sociali.
Ai giorni nostri i nerd non sono piu' bestie uniche e rare ma si vedono affiancati da
"creature simili", quali i
geek (versioni attenuate dei primi, piu' "cool" e meno divorati dal proprio mondo, spesso associati unicamente a passioni informatiche), gli
otaku (un po' la versione giapponese dei nerd, grossi fanatici di manga ed anime) e gli immancabili
trekker (i fanatici di Star Trek, da loro venerato come una religione, con i propri canoni e le proprie sincere speranze di un mondo migliore), e possono a loro volta essere qualificati in una moltitudine di sotto-categorie, spesso compenetranti.
Nerd Power dedica un intero capitolo al "bestiario", oltre a riprendere piu' volte la questione, tentando di dar vita al quadro piu' variegato possibile.
(Continua)
Carlo Gubitosa - Elogio Della Pirateria
Carlo Gubitosa - Elogio Della Pirateria
Dal Corsaro Nero agli hacker, dieci storie di ribellioni creative
Libro rilasciato sotto licenza
Creative Commons, liberamente scaricabile da
Libera Cultura, Libera Conoscenza e da
vari altri posti.
Sapete una cosa? Quello che facciamo e' giusto. Profondamente giusto.
Sono sempre stato nel dubbio, anche perche' gli indottrinamenti e le sentenze piovono da tutte le parti, ma questo libro, cosi' come anche
Cultura Libera di
Lawrence Lessig inserisce le nostre azioni di "pirateria", consapevoli o meno, in un contesto storico ad ampio raggio, dalla nascita del copyright all'avvento di internet, passando per le
radio libere, le tv di quartiere e le crociate delle
major, senza tralasciare atti di ribellione creativa e riappropriazione degli spazi come il
writing o il doppiaggio e riediting amatoriale di film famosi.
Senza tergiversare troppo, il punto della questione e' semplice: ci stanno rubando il sapere, violentando l'arte sotto tutti gli aspetti e noi glielo stiamo lasciando fare, glielo abbiamo sempre lasciato fare ed anzi, peggio, li giustifichiamo da una vita e ci sentiamo quasi in colpa quando usciamo dai loro giochi.
Mercificano e conteggiano ogni umana espressione dell'ingegno, della passione, delle emozioni, poi impacchettano tutto e ce lo rivendono a prezzi immotivati. Noi battiamo le mani, facciamo l'inchino e saltiamo di gioia.
Tutte le opere piu' belle del genere umano vengono blindate e riservate ad un'elite sempre piu' ridotta: chi puo' comprare i cd, pagare il biglietto del museo, visitare il tal salotto bene, cercare per mesi un film introvabile, acquistare d'importazione, abbonarsi al mega-provider monopolista di tv via cavo, buttar via centinaia di euro in licenze software, pagare oro servizi a costo zero.
Tutti gli altri che restino nella loro ignoranza, che continuino a non conoscere, a non immaginare neppure che cosa ci possa essere la' fuori in grado di appassionarli, di cambiarli, di regalargli anche solo qualche attimo di felicita' in piu'.
Si tengano solo cio' che e' trendy, pop, mangime per le masse.
Noi per loro siamo "i pirati" perche' leggiamo troppi libri, ascoltiamo troppa musica, vediamo troppi film.
Conosciamo troppo. E siamo troppo curiosi. Vogliamo continuare a scoprire.
(Continua)