Kernel-Panic
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La Tortura Nel Bel Paese – Riccardo Nobile



Riccardo Nobile – La Tortura Nel Bel Paese
Dal mobbing al microchip.
Malatempora Edizioni, 10 euro.

Questo e’ “un piccolo best sellerino underground”, come dicono gli amici della Malatempora Edizioni, ovvero uno di quei libri che abbiamo letto in pochi, potrei dire quasi nessuno rispetto al numero di lettori che hanno collezionato certe altre boiate letterarie, ma anche uno di quei libri che ti costringono, appena finita l’ultima pagina, ad iniziare a raccontare, a stressare amici e parenti, a cercare di far sapere a tutti cio’ che era rinchiuso in quelle pagine.
“Non c’e’ paese al mondo, credo, che ormai ammetta nelle proprie leggi la tortura: ma di fatto sono pochi quelli in cui polizie, sottopolizie e criptopolizie non la pratichino. Nei paesi scarsamente sensibili al diritto – anche quando se ne proclamano artesignani e custodi – il fatto che la tortura non appartenga piu’ alla legge ha conferito al praticarla occultamente uno sconfinato arbitrio”. Cosi’ recita Leonardo Sciascia nell’introduzione e le sue parole suonano da semplice quanto immediato riassunto del libro stesso. La tortura esiste, siamo noi stessi a praticarla. E non ha mai smesso di esistere, anzi, e’ in grande spolvero tecnologico. E’ al passo coi tempi.
Lo sapevate che il termine “finocchio” per indicare gli omosessuali nasce dalla pratica di buttare piante aromatiche sui roghi in cui bruciavano gli omosessuali stessi, per attenuare il puzzo di carne? Una consuetudine in voga in tutti i cattolicissimi paesi dell’Europa, noi compresi, dal 1200 in avanti.
Lo sapevate che nelle nostre carceri ci sono individui, come Paolo Dorigo, condannato a 13 anni per aver (forse) tirato una molotov contro la base USA di Aviano, che hanno subito l’installazione di un microchip nel cranio al solo scopo di minare la loro sanita’ mentale, tramite negazione del sonno, ultrasuoni e “voci” nella testa. Il tutto con le TAC a provare la veridicita’ di cio’ che affermano e l’interesse di personalita’ come Giovanni Russo Spena o Stefano Rodota’ ad aggiungere ufficialita’ al sospetto.

Sapete inoltre cosa si cela realmente dietro ai CPT, centri di permanenza temporanea per immigrati? Uomini, spesso e volentieri colpevoli solo di essere in fuga da paesi disastrati, in cerca di un’esistenza decente, costretti a sedersi sulle feci, a dormire in “materassi infestati dalle pulci”, in mezzo ai gabinetti, a subire umilizioni fisiche e psicologiche di ogni tipo, come schiaffi, frustate e costrizioni di vario genere, come la visione forzata di filmini pornografici per i detenuti di rigorosa fede musulmana (leggete anche Io, clandestino
a Lampedusa (di Fabrizio Gatti) (L’Espresso)
). Il tutto per la sola, terribile, colpa di non essere ne’ italiani ne’ europei.
E vi siete mai chiesti come sono i pestaggi in carcere? Come ci si sente a “suicidarsi” tra le fredde pareti di una “cella nuda”? La Tortura Nel Bel Paese ce lo racconta abbondantemente: “La notte del 3 sono entrati alcuni incappucciati e mi hanno trasportato su un pulmino [...] La cosa che mi ha fatto impazzire dal dolore e’ stato quando mi hanno iniettato o poggiato in vagina e nell’ano delle sostanze calde accompagnate da calci sempre in vagina.”. E questa e’ solo una delle molteplici storie raccontate nel libro, che piu’ che un’opera letteraria vera e propria assomiglia ad un documentario-inchiesta, con estratti di giornali, deposizioni, indagini, interviste.
Uno scritto tutto sommato corto, di sole 120 pagine, che pero’ risulta incredibilmente esaustivo, passando dalla tortura nei secoli passati, in eta’ romana come nei periodi di governo della Chiesa e della terribile Inquisizione, fino agli ospizi dei giorni nostri (anch’essi spesso tremendi luoghi di costrizione), senza tralasciare i fatti del G8 di Genova 2001, i rapimenti e le torture compiute dagli americani in territorio italiano (molti di piu’ di quanti ce ne raccontino), con il beneplacito del nostro governo; e poi ancora il fenomeno del Mobbing sul posto di lavoro, le gia’ citate torture tecnologiche e le persecuzioni verso i gay, la caccia alle streghe, il caso di Federico Aldrovandi ed altre innumerevoli testimonianze di violenza, soprusi e pestaggi nelle carceri nostrane. Il tutto correlato da un “dizionario dell’orrore” veramente tremendo, che ripercorre tutte le piu’ orribili tecniche inventate dall’uomo nel corso dei millenni per piegare la volonta’ dei suoi simili, con una dovizia di particolari che non e’ adatta a tutti gli stomaci.
La stessa attenzione al particolare ed all’esatta descrizione dei fatti si ritrova in tutto il libro, senza censure ne’ timori. Una prerogativa di tutti i lavori made in Malatempora Edizioni ma comunque qualcosa di veramente raro in questi anni di imbambolamento informativo e mediatico.
Insomma, un altro libro che ritengo andrebbe diffuso quanto piu’ possibile, se non nell’invano tentativo di risvegliare quale coscienza, almeno con l’onesto proposito di mostrare la verita’ su di un sistema carcerario e repressivo che tanto l’opinione pubblica quanto lo stato amano alla follia e tentano continuamente di espandere.
Nelle righe di questo “La Tortura Nel Bel Paese” troverete approfondimenti su tutti gli argomenti che ho citato, nonche’ molti altri che non trovato modo di nominare. Troverete conferma ai sospetti che gia’ avevate, alle voci che vi e’ capitato di sentire, ma soprattutto troverete cattiveria e violenza oltre cio’ che avreste mai immaginato dal caldo salotto di casa vostra.

Il tutto, spesso e volentieri, in nome dell’autorita’ del momento, chiesa o stato che sia.
sberla54

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[recensione pubblicata su www.punk4free.org il 09.11.07]

1 Comment to “La Tortura Nel Bel Paese – Riccardo Nobile”

  1. Michele scrive:

    La tortura è condannata da quasi la totalità delle costituzioni del mondo. Questa è una verità sacrosanta. La tortura è comunque praticata in questi stati, solo che viene occultata. Vero. Io mi chiedo: di cosa ci stupiamo? Io parto da un concetto di tortura che è, forse, troppo ampio. Me ne rendo conto. Però mi domando, oltre allo scabroso esempio del chip nel cranio (che se davvero è un fatto reale qulacuno deve pagare, per il povero Dorigo, ma per tutta la comunità europea e mondiale), non ci sono forse torture più \”miti\” che sono all\’ordine del giorno? Esempi lampanti vengono dal mondo religioso, dal mondo politico, dal mondo amministrativo, scolastico, sociale ecc…ecc… Il comandamento secondo il quale il cattolicesimo impone, senza un motivo sensato, ai suoi fedeli di rinunciare al più grande piacere della vita amorosa (il sesso)non può essere considerato una forma di tortura? Il fatto che i preti pedofili vengano trasferiti invece che condannati a 20anni da un tribunale non è forse una tortura per la famiglia della vittima? Il fatto che il Papa voglia abolire gli anticoncezionali? Il fatto che si spinga sugli aspetti di pura apparenza e legati a una tradizione vecchia di ormai 2000 anni, senza veramente legarsi a principi umanitari (credo che abbracciare Pinochet sia decisamente più peccaminoso che fare l\’amore con il/la propria morosa) non rappresenta una tortura per la gente? L\’ampliamento della base militare di Vicenza contro il volere della stragrande maggioranza dei cittadini vicentini? Gli americani hanno tali diritti sul nostro territorio? Lo sanno che in Italia è proibito il nucleare? Il fatto che in Italia si spende il doppio dei soldi in stipendi per i pubblici dipendenti che in paesi come gli USA che hanno 10 volte più abitanti? Il fatto che la chiesa costa ai cittadini poveri o ricchi, credenti o non credenti 4miliardi di euro all\’anno? Le prese in giro dei compagni che spingono un ragazzo ad un gesto fatale? Tutto questo rappresenta una tortura di facciata che andrebbe assolutamente scongiurata. I fatti che succedono a Genova piuttosto che in alcuni carceri malfamati sono la spinta estrema a un sistema sbagliato di concepire le cose. Credo che si debba fare qualche riflessione in più su cosa si intenda con senso e qualità della vita, su cosa siano i valori e su come farli rispettare, sul perchè la violenza è stata condannata dalla storia ma puntualmente è all\’ordine del giorno, sul fatto che Giovanna Reggiani è morta per colpa di un CRIMINALE non di un Rumeno, sul fatto che il rispetto delle persone sta alla base della vita stessa. Senza di esso non esiste possibilità di felicità. Concludo con una frase del sessuofobico convertito Sant\’Agostino: AMA E FAI CIO\’ CHE VUOI.