[informatica e internet , nerd-core , cyberpunk , slackware , linux e open source ] 14 Luglio, 2008 17:59
professor bad trip - bob (church of subgenius)
Qualche tempo fa si e' discusso sul forum di Slacky.eu su quali fossero le origini del nome "Slackware" ed ho notato, con mia sorpresa, che molti utenti, alcuni anche di lunga data, non sanno da cosa deriva il nome della nostra amata distribuzione Linux.

Detto questo, dato che credo che le origini del nome rispecchino in una certa misura lo spirito originale di Linux e di Slackware stessa, ho pensato di fare questo breve post riassuntivo, giusto a titolo informativo.
Credo anche che le origini del nome della nostra distro siano quantomeno particolari, divertenti e rispecchino il taglio personale che Patrick Volkerding ha sempre voluto dare alla sua creatura.

Quindi su, andate a prendere una bella tazza di senso dell'umorismo ed iniziamo :)

1) PERCHE SLACKWARE?
Quotando da Wikipedia Italia: http://it.wikipedia.org/wiki/Slackware

"Slackware e' una distribuzione GNU/Linux tra le piu' longeve. Fu creata da Patrick Volkerding, allora studente, che utilizzo' come base la distribuzione SLS, e venne pubblicata per la prima volta il 16 luglio 1993 sul newsgroup comp.os.linux.
Il nome "Slackware" deriva dal termine "Slack", come definita dalla Church of the SubGenius"


Quotando da Wikipedia English: http://en.wikipedia.org/wiki/Slackware

"The name "Slackware" stems from the fact that the distribution started as a private side project with no intended commitment. To prevent it from being taken too seriously at first, Volkerding gave it a humorous name, which stuck even after Slackware became a serious project.
The "Slack" in Slackware is a reference to the term "Slack" as used by the Church of the SubGenius."

 (Continua)
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[libri , anarchia , politica generale ] 12 Giugno, 2008 03:05

Mario Calabresi - Spingendo La Notte Piu' In La'
Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo
Mondadori, 14,50 euro.

Se volessi essere fazioso potrei dire che Mario Calabresi ha scritto questo libro solo per cercare di discolpare una volta per tutte suo padre, Luigi, dalla morte di Giuseppe Pinelli. Volendo essere onesto, invece, mi vien da pensare che l'abbia scritto solamente per sfogare il dolore di un bambino che e' rimasto senza padre all'eta' di 2 anni. Quello stesso bambino che e' morto il 17 Maggio 1972, davanti alle lacrime di sua madre, vedova prematura ed annunciata, a 25 anni.
In fin dei conti e' solo di questo che parla "Spingendo La Notte Piu' In La'": di dolore.
Perche' il dolore e' qualcosa che trascende le ideologie e le differenze umane, qualcosa che unisce, anche dopo aver tragicamente diviso. La sofferenza per l'aver perso una persona cara, a volte senza un valido motivo, ci colpisce tutti allo stesso modo, siamo noi democristiani, comunisti, poliziotti, centro-questo o centro-quest'altro. E' molto piu' vero, piu' reale, piu' palpabile e sincero il dolore di una madre rispetto a qualsiasi nobile quanto utopica ideologia. Il volgare gioco di ruolo del "noi-contro-di-voi", la "verita'" contro il "nemico", semplicemente non esisterebbe se si osservasse sempre il mondo in quest'ottica; un'ottica semplice quanto universale, che non da' mai ragione o torto ma si limita a spiegare i punti di vista.
 (Continua)
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[libri , punk e oi! , anarchia ] 07 Giugno, 2008 18:10

Carlo Cannella - Tutto Deve Crollare
Vibrisse Libri

Sembra veramente interessante questo libro di Carlo Cannella, che ha dato la luce agli Affluente ed ha cantanto anche negli Stige. Si tratta di un altro, graditissimo, ebooks gratuito, rilasciato sotto licenza copyleft (anche se non si sa bene quale) e quindi liberamente scaricabile dal sito della casa editrice, la Vibrisse Libri.
"Tutto Deve Crollare", titolo preso da una canzone dei 102 truffe, parla del declino morale di un anarchico, fuggito in Brasile negli anni 50. La mostruosita' della vita riuscira' a corrompere i suoi ideali ed a trasformarlo in un bastardo, cinico e violento, capace persino di rapire una ragazzina, portarla dall'Amazzonia all'Italia e farla diventare la madre di sua figlia, Marta. Una figlia di cui poi sara' terribilmente geloso, sino al punto di dividerla dalla sciagurata madre e lasciarla sotto le morbose attenzioni del suo braccio destro, Fernando, che finisce per stuprarla ed intelare con lei una relazione controversa e scabrosa. Alla morte del suo amante-aguzzino, Marta trova l'amore, quello vero e pulito, in Gianmario, militante di Lotta Continua.
Insomma, un libro che parla di anarchia, ma con un occhio al suo lato oscuro, ed e' portato avanti da una costante vena violenta, cupa, claustrofobica, fino ad un finale sorprendente. Lo stile di Cannella, a detta delle recensioni, e' pulito e curato, quasi sottile, in netta contrapposizione con i toni forti ed estremi della trama.
 (Continua)
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[punk e oi! , film , politica generale ] 16 Maggio, 2008 16:54

Nazirock [2008]
Regia di Claudio Lazzaro

NaziRock e' un film-documentario di Claudio Lazzaro che sta facendo molto parlare di se' per le minacce di denuncia ricevute da Forza Nuova, che ne impediscono di fatto l'uscita nelle sale cinematografiche. Per questo motivo si stanno moltiplicando le proiezioni "autonome", nelle facolta' universitarie, nei centri sociali ed in altri luoghi d'informazione e di ritrovo.
Il regista, gia' autore di Camicie Verdi: Bruciare Il Tricolore, che cerca di far luce sul vero volto della Lega Nord, ci propone un lungometraggio sul neo-nazifascismo in Italia, imperniato sulla scena musicale che sta alle sue spalle.
Vengono mostrate, soprattutto, le giornate del Campo D'Azione, annuale manifestazione di pochi giorni, nella quale i principali movimenti di estrema destra si ritrovano per discutere dei propri ideali, raccontarsi aneddoti di militanza, assistere ai concerti ma anche cimentarsi in prove da "veri uomini", come la piu' classica delle gare a braccio di ferro.
Anticipo subito che NaziRock non racconta nulla di incredibilmente inaspettato, almeno agli occhi di quelli come me (e noi), abituati a conoscere gli estremismi di entrambi i lati: semplicemente ci fa notare che i fascisti di oggi sono veramente fascisti. Credono in cio' in cui credevano i loro "predecessori", professano spesso la stessa violenta azione diretta, rinnegano certi pezzi della storia recente a loro non proprio favorevoli, inneggiano alla lotta razziale e glorificano le scazzottate, l'ideale del superuomo tutto muscoli e coraggio ed ovviamente la guerra, nazionale quanto privata. Niente di nuovo, appunto.
 (Continua)
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[recensioni , punk e oi! ] 29 Febbraio, 2008 02:00

Un nuovo album hardcore melodico arriva "in redazione" ed ecco che tocca di nuovo a me recensirlo. Questa volta non ho le idee granche' chiare su questo "Testimony" degli olandesi Antillectual, nuovi pupilli dell'italiana No Reason Records, che sta foraggiando a tutto andare il genere.
Voglio dire, il gruppo in se' mi sta decisamente simpatico, per l'attitudine DIY, per il rilascio dell'album sotto licenza Creative Commons nonche' per il grande impegno, politico e sociale, che traspare dai testi e dai commenti agli stessi, presenti all'interno del booklet. Detto questo, pero', il cd e' sicuramente carino ma non bello o bellissimo come avrei sperato e come certi testi avrebbero meritato.
E' ben suonato e gustosamente eterogeneo nel suo essere a volte tirato ed a volte ultra-melodico, pero' forse proprio per questo stile un po' sbiadito, i pezzi non hanno l'incisivita' necessaria per fare il salto di qualita'. "Testimony" si ascolta con piacere e non e' uno di quei cd che stancano subito, pero' non sono molti i riff o i ritornelli che rimangono facilmente in testa. Probabilmente anche questo e' dovuto allo stile un po' fuori dagli schemi che hanno gli Antillectual.
 (Continua)
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[punk e oi! , nerd-core , interviste ] 12 Febbraio, 2008 20:00

Non ci crederete, ma a qualcuno e' venuto in mente d'intervistare noi di puNk4free, e nella fattispecie me e Yunior.
E' stata un'idea del buon Perno, della fanzine Casa Perno E Zora, nel suo numero 10, che e' gia' esaurito (quindi e' troppo tardi per comprarlo).
Per motivi di spazio, sulla fanzine alcune domande meno interessanti sono state segate, mentre io vi propongo la versione completa.
Ovviamente non m'illudo che a qualcuno possa interessare cio' che pensiamo noi di puNk4free, pero' se avete un po' di tempo da perdere o siete curiosi buttateci un occhio.
Ringraziamo Perno per la disponibilita' e per la possibilita' che ci ha offerto. Bella Perno, complimenti per i 10 numeri della fanza!

Perno - 01 - Qualche anno fa, grazie al boom dell'Adsl, c'e' stato un ampio cambio generazionale di webzine tra cui la vostra. Cosa vi ha spinto a crearla? La facilita' nel metterla su o perche' sentivate un enorme bisogno di raccontare l'ambiente? Ma soprattutto, secondo voi a che servono queste moderne webzine?

sberla54 - Mi permetto di fare per un attimo il politicante di turno e sviare la tua domanda rispondendo con un appunto personale che non centra niente. E' da tanto che portiamo avanti punk4free, ci ho speso piu' tempo e piu' fatica di qualunque altra cosa io abbia mai fatto. Ci sono tantissime domande che ho sempre pensato mi sarebbe piaciuto sentirmi porre, relative non so bene neanch'io a cosa, ad esempio a perche' ho scritto una frase piuttosto che un'altra, o a perche' ritengo importanti determinati argomenti e continuo a proporli, a come e quando e' nato tutto questo e quando credo morira'. Tanto per dirne alcune. Invece nessuno mi chiede un cazzo.
A nessuno fotte sega.
Comunque cazzi miei.
Rispondendoti, ammetto candidamente, come ho gia' raccontato ad altri, che l'idea del sito venne prima di tutto ad un nostro amico, Swingin82, che inizio' a lavorare alle prime versioni, per poi completare quella attuale, che successivamente ho modificato, aggiornato e sistemato.
Io avevo, invece, creato da tempo, assieme al mio amico Feeble, una chat IRC sulla quale ci incontravamo e ci passavamo gli album, ed alla quale sinceramente devo molto. Non fosse per lei e per quelli che la abitavano starei ancora a considerare i Moravagine il top del punk italiano (senza offesa).
L'idea del sito, comunque, l'avevamo tutti, ma non era cosi' semplice.
Lo ripeto spesso: siamo nati un po' per caso. Non e' certo granche' nobile, ma e' meglio di niente.
Non avevo un grosso "ambiente" da raccontare; punk4free mi ha cresciuto anche in questo senso, o forse siamo cresciuti assieme.
 (Continua)
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[libri , punk e oi! ] 12 Febbraio, 2008 01:34

Fabio Ubezio - 1997 Viaggio Sulla Cresta Dell'Onda
Kimerik Edizioni, 15 euro.

"Il nostro destino, a volte, e' quello di indossare vesti di uomini che non conosceremo mai abbastanza"
(Danza)
Sulla seconda di copertina di 1997 Viaggio Sulla Cresta Dell'Onda, l'autore, Fabio Ubezio, mi ha lasciato scritto "Buon Viaggio" e credo che non avrebbe potuto scegliere parole migliori.
1997 e' un libro di quelli che ti prendono e ti traslocano in casa dei protagonisti, nella loro cittadina e nei loro pub preferiti, per tutta la durata della lettura, il che in questo caso significa 450 pagine buone. Per giorni, settimane o mesi ti fanno pensare alle vite dei loro personaggi, a cosa gli stara' per succedere nelle pagine che devi ancora leggere, a come si comporterebbero loro se vivessero al posto tuo. Se letto assiduamente, 1997 e' veramente in grado di caratterizzare le tue giornate, influenzarle, mischiare le sue pagine coi tuoi ricordi, assorbirti in tutto e per tutto.
Un solo aggettivo mi viene in mente: "vero". Questo e' un libro vero, sincero e schietto.
Ma e' anche un libro sul punk, anzi, sui punk, il che sta a significare che dietro un qualsiasi alone di verita', di istinto, probabilmente si insinua anche una parte di "posa", di condizionamento, di azioni fatte senza un vero' perche'. Ed ecco allora il motivo della citazione di testa: "Il nostro destino, a volte, e' quello di indossare vesti di uomini che non conosceremo mai abbastanza". Quante volte abbiamo fatto qualcosa perche' lo sentivamo veramente dentro, in tutta onesta' con noi stessi, e quante volte invece soltanto perche' ci e' sembrato figo quando l'abbiamo visto o sentito fare a chissa' chi, magari famoso? Pensateci bene un attimo.
Quella frase e' una delle piu' significative del libro, che a cercar bene e' veramente zeppo di piccoli camei per tutti i gusti, ed e' pronunciata da Danza, uno dei personaggi piu' carismatici.
 (Continua)
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[film , cyberpunk ] 28 Gennaio, 2008 02:29

Nirvana [1997]
Regia di Gabriele Salvatores

Un film cyberpunk italiano. Come a voler dire che non facciamo solamente cazzatone di natale, cine-mattoni insopportabili sui problemi amorosi e le crisi esistenziali degli adolescenti medio-borghesi (in estinzione) o documentari su Berlusconi.
Ed un film cyberpunk con le palle, tra l'altro.
In Nirvana di Gabriele Salvatores troverete tutti i crismi del genere: multinazionali giapponesi del software, mafiosi di ogni genere, impianti oculari e celebrali, chip di credito, cyberspazi tridimensionali, costrutti digitali dotati d'intelligenza artificiale, vecchie droghe futuristiche, case parlanti (ed anche un filino stronze), bordelli thailandesi, senza dimenticare ovviamente hackers, angeli e virus. Il tutto sfruttato al meglio, non semplicemente buttato li' nel mezzo, come in altre pellicole simili.
Il film racconta la storia di Jimi (Christopher Lambert), un programmatore di computer che si guadagna da vivere consegnando un videogioco all'anno alla Okasama Starr, potentissima software house giapponese. A pochi giorni dall'uscita del suo ultimo lavoro, Nirvana appunto, Jimi scoprira' che l'unica copia in suo possesso e' stata, per qualche ignoto motivo, infettata da un virus che ha reso il protagonista del gioco, Solo (un Diego Abatantuono tragicomico, in una delle sue migliori interpretazioni), cosciente della sua misera condizione di essere virtuale, "non-esistente", condannato a ripetere all'infinito i livelli del videogame, senza la possibilita' ne' di morire ne' di influenzare oltre un certo limite gli accadimenti della sua vita.
 (Continua)
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[nerd-core , film , cyberpunk ] 06 Gennaio, 2008 15:18

Johnny Mnemonic [1995]
Regia di Robert Longo

Johnny Mnemonic e' uno dei piu' famosi film Cyberpunk usciti nelle sale, ispirato all'omonimo racconto di William Gibson, contenuto nel libro "La Notte Che Bruciammo Chrome".
Il protagonista, Johnny, un giovane Keanu Reeves pre-matrix, e' un corriere mnemonico che vive in un 2010 disastroso, nel quale la terra e' devastata da un virus, la NAS, sindrome da attenuazione del sistema nervoso o "tremore nero", di natura ignota, che ha infettato meta' della popolazione mondiale e non sembra avere cura. Johnny ha cancellato parte dei propri ricordi per fare spazio ad un impianto neurale da 160 gigabyte, nel quale i suoi clienti caricano e scaricano dati riservati e criptati, che lui dovra' portare all'acquirente di turno. Il tutto, ovviamente, nella totale illegalita'.
Il film racconta l'ultima corsa di Johnny, che si ritrova in testa, suo malgrado, 320 gigabyte di dati provenienti dalla Pharmacom, la piu' grande multinazionale del farmaco del futuro, che basa gran parte del suo ricavato sulle cure per attenuare i sintomi della NAS. Nel suo viaggio da Pechino a Newark dovra' scappare dalla Yakuza, ingaggiata dalla Pharmacom per recuperare la sua testa, dai migliori killer potenziati della Pharmacom stessa, nonche' dal tempo, considerando che l'eccessiva mole di dati che ha memorizzato promette di fargli scoppiare il cervello nel giro di 24 ore ed il caro Johnny non ha la chiave per decriptarli e scaricarseli fuori dal cranio.
Ad accompagnarlo e proteggerlo ci sara' Jane, una giovane ed affascinante cyborg, affetta da NAS. Jane fara' conoscere a Johnny i Loteks, la resistenza anti-capitalista: hackers, ladri di dati, che vivono ai margini della societa', in ruderi iper-tecnologici ricavati nel cuore delle vecchie grandi citta', dai quali trasmettono clandestinamente informazioni e programmi televisivi.
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[libri , copyleft e creative commons , politica generale ] 29 Dicembre, 2007 16:56

Antonella Beccaria - Uno Bianca E Trame Nere
Cronaca di un periodo di terrore
Stampa Alternativa, 10 euro.

Leggendo il magazine dei Bambini Di Satana ho trovato questo nuovo libro di Antonella Beccaria, dal titolo "Uno Bianca E Trame Nere", rilasciato sotto licenza Creative Commons e quindi liberamente scaricabile e copiabile.

Non l'ho ancora letto, quindi non posso recensirlo, ma sembra interessante, sopratutto per un bolognese (o aspirante tale) come me. Eccovi di cosa parla:
Tra il 1987 e il 1994 l'Emilia Romagna e le Marche sono attraversate da un impressionante crescendo di violenza che ha come epicentro Bologna.
Sono gli anni della banda della Uno bianca, cinque poliziotti e un carrozziere che iniziano con piccole rapine ai caselli autostradali, fino ad arrivare a terrorizzare due regioni e a uccidere ventiquattro persone, ferendone oltre cento.
Sono anche gli anni in cui l'Italia subisce mutazioni profonde. Dopo gli "anni di piombo", si scopre l'esistenza di Gladio e gli attentati da "semplici" stragi, diventano stragi di Stato.
Bologna e l'Emilia Romagna, territori laboratorio guidati dai partiti di sinistra, scoprono di covare in seno poliziotti assassini, carabinieri alle prese con grossi guai, faide investigative che depistano indagini e processi.
La ricostruzione di un periodo di terrore sul quale ancora oggi non e' stata fatta chiarezza.
 (Continua)
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[recensioni , punk e oi! ] 13 Dicembre, 2007 20:47

Non nascondo che sono emozionato come un'educanda al ballo di primavera all'idea di potervi proporre questi Haulin Ass che sono fra i primi gruppi punk hardcore che mi e' fortunatamente capitato d'incontrare. Ricordo che scaricai la loro "cazzo fai se muore superman" cinque o sei anni fa, da vitaminic.it, dove faceva comunella con "grazie di tutto" di un altro gruppetto che negli anni a seguire avrebbe scritto un pezzo di storia.

Non si gode mai piu' nell'ascoltare un disco come lo si riusciva a fare a 17 anni ed ancora oggi ho nostalgia di quel suono, di quello sbattersene il cazzo un po' adolescenziale ed un po' impegnato, di quel punk hardcore che poteva fare l'occhiolino al melodico senza che venisse accusato di essere piagnucolone o sputtanato.

Per qualche anno dopo la demo pensai che gli Haulin Ass non esistessero piu' o forse non fossero mai esistiti...in fondo non ne avevo piu' sentito parlare, non li vedevo suonare in giro ed informazioni in rete non se ne trovavano.
Tenni lo zip dell'album come una reliquia, come un pezzo di adolescenza.

Qualche mese fa pero' sono riapparsi, con una loro home page, una nuova formazione, un nuovo modo di suonare ed un nuovo album, oltre che con una serie di spiegazioni sulla loro latitanza.
 (Continua)
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[film , politica generale ] 13 Dicembre, 2007 20:16

Quando C'era Silvio - Storia Del Periodo Berlusconiano
Beppe Cremagnani e Enrico Deaglio (ex direttore di Lotta Continua)
Durata: 89'

www.quandocerasilvio.com

So bene che non e' propriamente anarchico mettersi a dare consigli di voto a destra ed a sinistra ma credo che ci siano dei momenti di disgrazia paradossale nei quali tocchi tapparsi il naso ed andare a dare la nostra preferenza alla meno peggio delle parti.
Ve lo sarete gia' sentiti dire centinaia di volte e ne avrete gia' le palle piene ma questa volta, se ce ne stiamo a casa, rischiamo di passare, come dicono saggiamente alla Malatempora, da un regime rosa, velato di nero, ad un regime nero come la pece che forse forse manterra' qualche sfumatura di rosa mediatico.
Uno scenario da esilio immediato. O noi o loro. Anche perche' ormai, a noi, ci vogliono mettere in galera con qualunque scusa.

Vi introduco quindi questo nuovo documentario sul nostro ducetto, da godere e soprattutto da diffondere a quelli che ancora hanno in testa solo "francia o spagna purche' se magna": un'ora e mezza di vergogna che mette l'accento sulla figura di Silvio Berlusconi, sul suo passato, le sue scalate, la sua ridicola discesa in campo, le sue amicizie mafiose, i "cavalli" del suo "stalliere", la sua megalomania, i suoi mausolei di marmo e le sue ville a prezzi scontati, i suoi debiti risanati alla facciazza nostra, dell'utri che deve stare in galera, i suoi "ragazzi di forza italia", il suo essere permaloso, i suoi insulti ai colleghi europei ed il suo paese dei balocchi.
Pieno zeppo di assurde amenita' che ancora ignoravo e che, sinceramente, avrei preferito non avessero mai fatto parte della mia vita, men che meno nella triste figura dell'imprenditore in tacchi alti.
Un documento spaventoso.
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[recensioni , punk e oi! ] 13 Dicembre, 2007 20:03

Non spuntano dal nulla questi Dogzilla.
Nascono nel 2001 in quel di Genova, come tutt'uno con la 4DogsRecords, etichetta no-profit del batterista e della sua compagna che porta avanti l'ammirevole iniziativa di utilizzare il 100% dei propri guadagni per aiutare i 2 canili genovesi nonche' per supportare di volta in volta varie iniziative legate alla liberazione animale.
A detta dello stesso Paolo, il batterista, i Dogzilla "non sono piu' dei ragazzini" ed i 40 anni che si portano sulle spalle gli hanno permesso, o forse gli hanno fatto l'immenso regalo, di sviluppare un loro suono, una loro qualche particolarita'.
Hanno un che di teatrale.
Sin dal primo ascolto me li sono immaginati come colonna sonora del rifacimento moderno di un qualche tragico dramma classico. Non so bene perche'. E' stato un flash nitido. Mi si sono materializzati in testa sipario, maschere, luci, poltroncine ed ampi gesti delle mani.
Sara' forse la voce di Cristian, con quel timbro profondo ed inusuale che marca con forza ogni parola. Sara' forse "Don Budget", la canzone piu' teatrale di tutte, recitata e fiabesca, che sembra il pezzo centrale di un qualche concept album che sviluppi la storia di un ladrone del nostro tempo. O forse la cadenza strana di tutto il disco, un continuo correre e fermarsi e rallentare e ripartire, come a creare un'attesa strana, una suspence da film.
Ad ogni modo questi Dogzilla si lasciano ricordare.
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[film , politica generale ] 13 Dicembre, 2007 19:44

Enrico Deaglio e Beppe Cremagnani
Uccidete La Democrazia

In italia i giornalisti veri, quelli di una volta, quelli che dicono le cose come stanno e come vanno dette, li cacciamo dalla tv, li licenziamo o li vogliamo sbattere in galera.
Come questo Enrico Deaglio, direttore di Diario, che gia' ci aveva intrattenuto con Quando C'era Silvio, il documentario sulla straripante figura di Silvio Berlusconi.
Questa volta, con Uccidete La Democrazia ha fatto un po' di giornalismo investigativo, vecchio stampo, da telefilm, dando vita ad un film semplice, illuminante e pieno di prove inconfutabili.
Perche' in questo caso, oltre ad un buon numero di persone, sono i numeri a parlare. E quelli difficilmente mentono.
Cio' che mi lascia perplesso e' il fatto che, a seguito dei prevedibili attacchi di rabbia degli sbavazzanti cani del centro destra, che si vedono ancora una volta criminalizzati con un buon numero di argomentazioni, la sinistra non si sia neppure sprecata a tentare di difendere il povero Deaglio, reo solo di aver fatto bene il suo mestiere, per altro a favore unico dell'attuale maggioranza.
Riassumendo brevemente, il fulcro dei sospetti e' lo scrutinio elettronico, introdotto in via sperimentale alle ultime elezioni del 2006 e facilmente corruttibile sotto diversi aspetti, tant'e' che a quanto pare avrebbe permesso al centro-destra di riguadagnare quei 4 o 5 punti percentuale di svantaggio, saccheggiandoli dalle schede bianche.
Niente di fantascientifico. Tutto collaudato e "Made In USA".
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[recensioni , punk e oi! ] 13 Dicembre, 2007 18:51

Questo e' un disco punk rock. Quindi non perdo tempo a dirvi che non ci troverete dentro nulla di nuovo o di rivoluzionario. Pero' e' un bel disco punk rock. Ed era parecchio tempo che non mi capitava di ascoltarne uno.
"Non Stare A Guardare" e' un po' piu' "plastificato" degli ultimi dischi del genere ai quali mi ero abituato, come gli indimenticabili Fichissimi o i sempre latitanti Razzi Totali, poiche' vanta un'impeccabile produzione made in Derotten Records; tutto cio' va pero' a sicuro vantaggio dei testi, di semplicissima comprensione, e della pulizia generale del suono.
Questi ragazzi fanno uno strano ed apprezzabilissimo miscuglio: voce adolescenziale e testi maturi e politicizzati dal primo all'ultimo (o quasi). Chiamarli "i figlioletti dei Derozer" credo sarebbe adeguato ed anche di buon auspicio, nonostante sia un paragone valido solo a grandi linee, dato che i quattro di Parma dimostrano di avere un loro stile, mischiando alla propria maniera le carte che si ritrovano in mano, dando un taglio personale alla stesura dei testi ed anche suonandosela con precisione e tecnica (quanto basta), cercando ogni tanto di uscire dall'assioma dei tre-accordi-e-nient-altro.
Il tupa tupa parte a pieno ritmo sin dalla prima canzone, "La Santa Inquisizione", che in pochi secondi vi rendera' evidenti le qualita' del gruppo di cui ho parlato fino ad ora: un testo decisamente strafottente e ed anche un filino testa di minchia che denuncia l'operato del clero nei secoli, al suon di "Sono eretico e me ne vanto!". Un andazzo che fortunatamente e' mantenuto per tutto il disco. A livello strumentale si ascolta cio' che si avra' modo di ascoltare per tutti i 30 minuti: qualche piccolo assolo di basso o di chitarra, tre o quattro accordi puliti e precisi, un po' di cara grattugia e la batteria sempre al suo posto dietro a tutto, senza mai perdere un colpo. Ripeto: niente di mostruoso ma semplicemente le poche e belle cose che ci si aspetterebbe da un gruppo punk rock. E che qui, una volta tanto, ci sono.
 (Continua)
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